Avete presente quei rompicapi internazionali che sembrano usciti da un film di spionaggio, dove districare il vero dal verosimile è un’impresa? Bene, la Guerra Ucraina è esattamente uno di questi. E proprio nel mezzo di questo scenario complesso, ecco che rimbalza una notizia dalla Casa Bianca che fa drizzare le antenne: Donald Trump, l’ex (e forse futuro?) inquilino più famoso di Washington, si dice sia “deluso”. Ma la vera sorpresa è da chi: non uno, ma *entrambi* i leader al centro del conflitto, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Vi suona strano? Forse un po’ meno se pensiamo al personaggio. Ma andiamo con calma.
A riportare il malumore del tycoon è stata Karoline Leavitt, portavoce della campagna di Trump, citando fonti vicine all’ex presidente (un dettaglio importante, perché la dichiarazione non arriva direttamente dall’attuale amministrazione, creando quel tipico gioco di specchi della Politica USA). Secondo quanto riferito, l’insoddisfazione di Trump nasce dalla durata del conflitto.
“Trump è deluso dal fatto che la guerra tra Russia e Ucraina stia continuando,”
avrebbe detto una fonte, aggiungendo che Donald Trump
“vuole che la gente smetta di morire”.
Parole che, prese così, sembrano quasi un appello alla ragionevolezza, no? Un desiderio di pace che tutti potremmo condividere. Ma, come spesso accade nelle intricate Relazioni Internazionali, il diavolo si nasconde nei dettagli.
E qui arriva il pezzo forte: la stessa fonte ha suggerito che Trump sarebbe “coinvolto attivamente” e “quotidianamente” nel cercare una soluzione. Ora, fermiamoci un attimo: come può un ex presidente, per quanto influente, essere parte attiva, giorno dopo giorno, in Negoziati Pace di questa levatura, gestiti ufficialmente dall’attuale amministrazione della Casa Bianca? È una domanda che sorge spontanea. Potrebbe essere una mossa strategica in vista delle prossime elezioni, un modo per posizionarsi come l’uomo forte capace di risolvere ciò che altri non riescono? Ai posteri, come si dice, l’ardua sentenza.
Questa presunta “delusione” cozza un po’ con il passato, non trovate? Ricordiamo tutti quando, ancora presidente, Donald Trump esprimeva una certa fiducia nella possibilità che Vladimir Putin tenesse fede a eventuali accordi. Un giorno fiducia, l’altro delusione: è il solito valzer della diplomazia o c’è sotto qualcos’altro? Forse è solo la frustrazione per uno stallo che logora tutti, oppure una precisa strategia comunicativa legata alla Politica USA.
Intanto, mentre a Washington si parla di ‘delusioni’ e presunti coinvolgimenti, sul campo la realtà è ben diversa. La Guerra Ucraina non conosce pause, anzi, si combatte anche sul fronte energetico. Russia e Ucraina si scambiano accuse pesanti, come due contendenti che si colpiscono a vicenda ignorando le regole, puntando il dito contro gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. E indovinate un po’? Entrambe le parti si sono affrettate a informare la Casa Bianca delle presunte scorrettezze subite. Un modo classico per tirare la giacca agli Stati Uniti, cercando di guadagnare punti nei futuri, ipotetici Negoziati Pace.
A proposito di negoziati, qualcosa si muove, anche se sottotraccia. Già dal 23 marzo, a Riyadh, si sono tenuti incontri significativi: prima tra delegazioni USA e ucraine, poi un faccia a faccia serrato tra americani e russi. E cosa chiede Mosca per considerare seriamente una tregua, magari nel Mar Nero? La risposta non sorprende: un alleggerimento sostanziale delle Sanzioni Russia. Ecco il vero nodo gordiano. La pace, o anche solo una tregua, ha un prezzo, e il Cremlino ha presentato il suo. Resta da vedere chi sarà disposto a pagare e se la ‘delusione’ di Donald Trump verso Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky sia solo fumo negli occhi o un fattore che potrebbe, in qualche modo, influenzare questo complesso scenario delle Relazioni Internazionali.