Immaginate un po’ la scena: siamo a Mosca, nel cuore pulsante della notte tra il 28 e il 29 marzo. Non una notte come tante, ma una squarciata da un bagliore sinistro e fumo che pizzica la gola. E cosa diavolo sta andando a fuoco con quella furia proprio lì, nel centro della capitale russa? Beh, tenetevi forte: le prime voci, schizzate sui social più veloci di un fulmine a ciel sereno, parlano di una limousine. Ma non una qualunque. Pare si tratti di un pezzo grosso della flotta presidenziale di Vladimir Putin. Avete letto bene. Un simbolo su quattro ruote, un colosso blindato, divorato dalle fiamme a un tiro di schioppo da uno dei luoghi più iconici e, sulla carta, impenetrabili della città: la Lubjanka, storica e temuta sede dell’FSB (i servizi segreti, eredi del KGB). Sembra la trama di un film, vero? Eppure, le immagini hanno fatto il giro del mondo in un amen, lasciandoci tutti con un bel punto interrogativo stampato in faccia: ma che succede davvero in Russia?
Allora, proviamo a fare un po’ d’ordine in questo puzzle. La notizia shock, come un sasso nello stagno, è partita dal canale Telegram Baza – una fonte che spesso ci azzecca quando si tratta di soffiate dall’interno, diciamo un po’ fuori dalle righe ufficiali del Cremlino. Hanno descritto questo Incendio Auto che ha coinvolto una vettura di lusso, un gioiellino stimato sui 29 milioni di rubli (fate voi i conti, siamo sui 350.000 dollari, mica bruscolini!), trasformata in un ammasso fumante. E le foto, beh, quelle parlano da sole: mostrano chiaramente un veicolo che non passa inosservato, avvolto dalle fiamme, con quel fumo nero che si alzava come un cattivo presagio nel buio moscovita.
Ciò che colpisce, forse più di tutto, è proprio il dove. A due passi, letteralmente, dalla Lubjanka. Pensateci: un’area che, almeno nell’immaginario collettivo, dovrebbe essere più sigillata di Fort Knox. E invece… fuoco e fiamme. La buona notizia, stando alle prime informazioni, è che non ci sarebbero stati feriti. Ma l’auto? Quella è andata, kaput. Un rottame. La domanda sulla Sicurezza Russia in certe zone nevralgiche sorge spontanea.
Ma attenzione, perché non stiamo parlando di una berlina qualunque. Le indiscrezioni, ancora da confermare ufficialmente, puntano dritte su una Aurus Senat. Vi dice nulla? Dovrebbe. È l’auto di rappresentanza del presidente e del primo ministro russo dal 2018, quella sfoggiata da Vladimir Putin con grande enfasi durante la sua cerimonia di insediamento. È il fiore all’occhiello dell’industria automobilistica nazionale, quasi un manifesto della sovranità tecnologica tanto cara al Cremlino. Fa un certo effetto pensare che proprio un esemplare di questa stirpe, magari parte della scorta, possa aver fatto una fine così spettacolare. Curiosamente, solo pochi mesi fa, Putin ne aveva regalata una nuova di zecca a Kim Jong Un. E adesso, una sua “sorella” finisce in cenere vicino alla Lubjanka? C’è qualcosa che non torna, non trovate?
E qui arriva il dettaglio che fa drizzare le orecchie. Mentre le immagini dell’Incendio Auto rimbalzavano ovunque e le Notizie Estero – dalla tedesca Bild al tabloid inglese The Sun – si scatenavano in ipotesi più o meno ardite, le grandi agenzie di stampa russe (quelle ufficiali, tipo RIA Novosti, TASS) erano mute come pesci. Silenzio assoluto sull’incidente nel cuore di Mosca. Strano, vero? Di solito sono pronte a dare la versione ufficiale, specie su questioni di sicurezza. Questo silenzio assordante, ovviamente, ha gettato benzina sul fuoco delle speculazioni. Il Sun, per dire, ci è andato giù pesante, parlando di Paura in Russia
e ipotizzando ispezioni nelle fogne (!).
A questo punto, la domanda sorge quasi spontanea: semplice, sfortunatissimo guasto tecnico (magari un corto circuito, anche se su un’auto del genere…) o c’è dell’altro sotto la cenere? Un atto deliberato? Un messaggio trasversale mandato a qualcuno che conta? Ovviamente, dal Cremlino nessuna conferma su piste alternative alla fatalità. Però, diciamocelo, il clima generale non aiuta a pensare a un banale incidente. La Bild ha parlato di panico
al Cremlino, collegando l’episodio a una presunta paranoia crescente di Vladimir Putin per la sua sicurezza. E forse non è un’ipotesi campata in aria, se ricordiamo l’attentato che a dicembre scorso costò la vita al generale Igor Kirillov. Episodi che gettano ombre lunghe.
Quindi, che pensare? Questo incendio potrebbe essere una coincidenza tanto clamorosa quanto sfortunata… oppure l’ultimo, inquietante segnale di una tensione altissima che serpeggia forse fin dentro le mura del potere a Mosca? Resta il fatto che un’Aurus Senat (presunta) in fiamme vicino alla sede dell’FSB non è proprio pane quotidiano. E il silenzio delle autorità russe? Beh, quello rischia di fare più rumore di mille esplosioni.