Allora, amici lettori, tenetevi forte perché oggi il panorama internazionale sembra un frullatore impazzito. Avete presente quelle giornate in cui succede di tutto, e ogni notizia sembra più incredibile della precedente? Bene, mettetevi comodi, che facciamo il punto.
Partiamo da Parigi, dove un vero e proprio terremoto politico ha scosso l’Eliseo e non solo. Stiamo parlando di Marine Le Pen, figura di spicco della destra francese, che si è vista piovere addosso una condanna mica da ridere per appropriazione indebita di fondi europei. Non parliamo di due spicci, ma di cifre importanti. E la sentenza? Quattro anni di carcere (due con braccialetto elettronico, stile film d’azione!) e, colpo di scena finale, l’ineleggibilità. Tradotto: addio sogni presidenziali per il 2027, almeno per ora. Una mazzata che, come riporta Le Figaro, riguarda un presunto danno complessivo di quasi 3 milioni di euro, con oltre 470.000 legati direttamente a lei. Immaginate il vespaio di polemiche: è giustizia che fa il suo corso o un K.O. politico studiato a tavolino? La BBC racconta di reazioni infuocate, con Le Pen che accusa la magistratura di volerla “distruggere”. Voi che ne pensate?
Ma non giriamoci intorno, questo è solo un tassello di un mosaico ben più complesso. Questo intricato scenario, dove si mescolano la Politica Internazionale, le sorti di figure come Marine Le Pen in Francia, le tensioni con la Russia aggravate dalle Sanzioni UE, il riposizionamento dell’Armenia rispetto alla CSTO nel contesto della guerra in Ucraina, le difficoltà dell’Economia Russa e persino l’impennata del Prezzo Oro, dipinge un quadro affascinante e preoccupante della Geopolitica attuale. Ogni evento sembra lanciare onde che si ripercuotono a migliaia di chilometri di distanza.
Spostiamoci a Bruxelles, o meglio, sul fronte diplomatico. L’Unione Europea, con in testa la tostissima Kaja Kallas e i ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia, Polonia, Spagna (e persino il Regno Unito, che su questo fronte rema nella stessa direzione), ha mandato un messaggio chiarissimo a Mosca: le sanzioni UE restano, eccome. Non si tocca nulla finché la guerra in Ucraina non sarà finita per davvero e la Russia non avrà saldato i conti, compresi i crimini di guerra.
“Pressione massima su Putin, magari con nuove sanzioni, per arrivare a una pace giusta. Niente sconti,”
hanno ribadito i sette ministri, secondo quanto riportato da Euractiv. Insomma, basta temporeggiare, servono fatti concreti. Un muro diplomatico bello solido, non c’è che dire.
E a proposito di Russia, come se la passano da quelle parti? Beh, non proprio a gonfie vele. L’Economia Russa sembra mostrare più di qualche crepa. Il Moscow Times ci racconta una storia che sa di difficoltà quotidiane: sempre più lavoratori russi si lamentano di stipendi pagati in ritardo. Pensate che le denunce sono schizzate quasi del 40% in un anno! Le cause? Un mix letale: sanzioni che mordono, produzione al rallentatore, liquidità che scarseggia e fondi dirottati altrove. Una classica “coperta troppo corta”, dove spesso, dicono gli esperti, i soldi per i salari vengono usati per tappare altre falle, specialmente nelle grandi aziende. I debiti salariali? In aumento vertiginoso. Non proprio un quadro idilliaco.
Se Mosca piange, i suoi vecchi alleati non ridono, anzi, forse iniziano a guardarsi intorno. Prendete l’Armenia. Le notizie che arrivano da Erevan, riportate da Panarmenian.net, parlano chiaro: il paese sta prendendo le distanze dalla CSTO, l’alleanza militare a guida russa. Dopo aver “congelato” la partecipazione sentendosi abbandonata durante il conflitto nel Nagorno-Karabakh, ora l’Armenia ha annunciato che smetterà pure di finanziarla. Il premier Pashinyan non le ha mandate a dire, accusando membri della CSTO (Russia inclusa, nemmeno troppo velatamente) di aver addirittura “pianificato la guerra” contro l’Armenia insieme all’Azerbaijan. Parole che pesano come macigni. È forse l’inizio di una nuova era per l’Armenia, meno legata a Mosca e più aperta a nuovi partner? Sembra proprio un segnale in quella direzione.
In tutto questo trambusto globale, c’è chi invece sorride, o meglio, brilla: l’oro! Sì, il caro vecchio metallo giallo, bene rifugio per eccellenza. Reuters ci informa che il Prezzo Oro ha toccato un nuovo, strabiliante record storico, superando i 3.100 dollari l’oncia. Il motivo? Facile: incertezza a palate, guerre commerciali latenti, inflazione che non molla. La domanda è alle stelle, tanto che l’oro si avvia a chiudere il miglior trimestre degli ultimi 38 anni. E le banche d’affari? Già scommettono su quotazioni oltre i 4.500 dollari nei prossimi 12 mesi. Insomma, mentre il mondo si accapiglia, l’oro se la gode. Una costante nei tempi turbolenti, no?