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Ursula von der Leyen avverte: \

Avete presente quella fastidiosa sorpresa quando il prezzo del vostro caffè preferito, magari importato, schizza alle stelle senza preavviso? Ecco, immaginate quella stessa sensazione, ma amplificata a livello continentale. È un po’ questo lo scenario che si respira nell’aria, con le voci di possibili nuovi Dazi USA che tornano a farsi insistenti, sospinte dal vento politico legato a Donald Trump. Ma attenzione, l’Unione Europea (UE) non sta certo a sonnecchiare. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha messo i puntini sulle ‘i’: l’Europa non cerca scontri, ma guai a chi pensa di trovarla impreparata.

Questa potenziale nuova ondata di Tariffe USA, ventilata da Trump, minaccia di surriscaldare le Relazioni UE-USA, evocando lo spettro di una Guerra Commerciale che nessuno, diciamocelo, si augura davvero. La questione non è solo economica, tocca le corde del Protezionismo contro il libero scambio, un tema che scuote le fondamenta del Commercio Internazionale. Perché, in fondo, una mossa del genere rischierebbe di farci inciampare tutti quanti, non solo noi europei?

Parlando da Strasburgo, Ursula von der Leyen ha usato toni chiari: la porta del dialogo resta aperta, anzi spalancata. “Preferiamo di gran lunga negoziare e trovare soluzioni condivise”, sembra essere il messaggio, ma subito dopo arriva l’avvertimento: l’UE è pronta a difendere con le unghie e con i denti la propria Economia Europea e il suo gioiello più prezioso, il Mercato Unico Europeo. Come ha sottolineato la Presidente, l’introduzione di dazi punitivi si rivelerebbe probabilmente un autogol clamoroso.

“Questi dazi finirebbero per danneggiare anche gli importatori americani, alimentare l’inflazione e mettere a rischio posti di lavoro su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha spiegato von der Leyen, aggiungendo il timore di un “mostro burocratico” fatto di nuove scartoffie e complicazioni. Chi ne ha davvero bisogno in questo momento?

Ma allora, come intende muoversi concretamente la Commissione Europea? La strategia si articola su tre pilastri fondamentali, un mix di pragmatismo e determinazione. Primo: continuare a negoziare, sì, ma forti della nostra posizione economica e pronti a sfoderare Contromisure UE efficaci se il dialogo dovesse fallire. Non si tratta di minacce campate in aria, ma di realismo puro. Secondo: diversificare. Mai mettere tutte le uova nello stesso paniere, giusto? L’Unione Europea intensificherà i rapporti commerciali con altri partner globali, riducendo così la dipendenza da un singolo attore, per quanto importante. Un modo intelligente per navigare le acque agitate del Commercio Internazionale, non trovate? Terzo, e forse il punto più strategico: lucidare la nostra corazza, ovvero rafforzare il Mercato Unico Europeo. Renderlo ancora più integrato, competitivo e resiliente è la migliore garanzia per la nostra prosperità futura, indipendentemente dalle tempeste protezionistiche che potrebbero arrivare.

Questo potenziamento del mercato interno non è solo una mossa difensiva contro eventuali Dazi USA o derive protezionistiche; è un investimento proattivo. Significa abbattere le ultime barriere, semplificare le regole per le nostre imprese, spingere sull’innovazione. Un’Economia Europea più forte e unita, basata su un Mercato Unico Europeo vibrante, è il miglior biglietto da visita nelle complesse Relazioni UE-USA e la più solida difesa contro tentazioni di Guerra Commerciale. Insomma, mentre le dichiarazioni di Donald Trump fanno rumore, l’Europa, sotto la guida di Ursula von der Leyen e della Commissione Europea, affila le armi del dialogo e della strategia, pronta a rispondere colpo su colpo, ma sempre con la speranza di non doverle usare.

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